Il presidente del Torino: «I giocatori di A li conosciamo tutti: il nostro valore aggiunto è conoscere a fondo la Lega Pro grazie a Petrachi»
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TORINO - Con aulica prosopopea, allorché doveva giustificare le operazioni mercantili del Torino il penultimo predecessore di Urbano Cairo sul soglio granata s’inerpicava su vette irraggiungibili parlando di immobilismo apparente e attivismo silenzioso . Anche Cairo è un drago della comunicazione, nelle vesti di editore sempre più in ascesa: in un periodo di recessione economica e di crisi editoriali lui ha fondato un nuovo settimanale e nei prossimi mesi ne lancerà un altro, tant’è che i tifosi granata auspicano che i suoi successi imprenditoriali siano presto accompagnati anche dai brillanti risultati sportivi. Da patron del Torino ha maturato un’esperienza più che formativa nel calcio, e tra le tante lezioni ha appreso l’importanza dell’ understatement , del profilo basso. Sono questi i giorni, le settimane e presto diverranno i mesi in cui le società pianificano il futuro, e anche il Torino con immobilismo apparente e attivismo silenzioso - per mutuare la gioconda immagine romeriana - sta scandagliando il mercato nazionale e internazionale. Sin eccessivamente preoccupato di minare l’ordinaria quotidianità della squadra di Ventura , Cairo così minimizza: «
Stiamo soltanto facendo ciò che di norma, di questi tempi, fanno quasi tutti. Ci guardiamo attorno per non essere impreparati allorché dovremo attivarci per chiudere operazioni di rinforzo». All’estero si muovono perlopiù gli osservatori scelti da Cairo assieme al dg Comi , talvolta il ds Petrachi si avvale anche di ulteriori consulenze facendo leva sui suoi rapporti e sulle sue conoscenze. Il Toro viene spesso ancora segnalato sui campi della Lega Pro, e questa viene considerata da Cairo come una nota positiva, non come una perdita di tempo. Il livello è quel che è, i giovani vengono utilizzati perché portano in dote contributi federali, eppure a parole il presidente granata si compiace di questa strategia: «
I giocatori di serie A li conoscono tutti, non è mica difficile, mentre il vero valore aggiunto sono l’osservazione costante e la conoscenza dei campionati giovanili e di Lega Pro».
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