La squadra di Ventura ha davvero trascinato i tifosi, centrando la prima missione che in estate proprio l'allenatore aveva ordinato: con i risultati, certo, ma probabilmente ancor più con la qualità del gioco, l'organizzazione, l'identità, la personalità, tutte cose che erano letteralmente sparite
© Foto Liverani
TORINO - La larga parte granata di Torino, considerata sotto scacco del pessimismo, stenta per una volta a trattenere l'ottimismo. La squadra di Ventura ha davvero trascinato i tifosi, centrando la prima missione che in estate proprio l'allenatore aveva ordinato: con i risultati, certo, ma probabilmente ancor più con la qualità del gioco, l'organizzazione, l'identità, la personalità, tutte cose che erano letteralmente sparite dal Toro. E da un bel pezzo. Anche i numeri, poi, spingono: la media di questa squadra è la migliore della storia granata in serie B. Cinquantatrè punti in 26 partite stracciano tutti i precedenti, comprese le trionfali promozioni di Camolese (2000-01), Mondonico (1998-99) e Fascetti (1989-90). Ovviamente sono discorsi che valgono zero, se non confermati giornata per giornata. Il Torino, fin qui bello e convincente, non ha ancora combinato nulla. Lo stesso Ventura lo sa bene e, anzi, rischia di dover invertire la rotta delle sue sagge, anche se a volte un po' gigione, raccomandazioni: dopo la lunga battaglia per cartavetrare la spessa patina di negatività, tristezza e pessimismo, adesso gli toccherà stringere le mani sui freni dell'entusiasmo? Vedremo: come è noto, gli allenatori non si accontentano mai. Intanto domani la squadra riprende la preparazione alla Sisport dopo due giorni di vacanza: nel mirino il big match di lunedì sera all'Olimpico contro la “sua" (di Ventura) Sampdoria e, forse, già una prima risposta alla suddetta domanda.
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