Roma, pari con lo Slovan: è fuori dall'Europa League
Luis Enrique sostituisce Totti: fischi! I giallorossi pareggiano 1-1 ed escono dall'Europa. Sabatini: «E' colpa mia, mercato in ritardo». DiBenedetto: «Ho visto progressi»
© LaPresseMa non è finita qui, perchè pochi minuti dopo l'uscita di Totti lo Slovan, con una fulminea azione di contropiede che ha trovato impreparata la sbilanciata difesa romanista, ha segnato la rete del pareggio con il numero 21 Stepanovsky, entrato poco prima. A quel punto i campioni di Slovacchia hanno dovuto solamente 'congelarè la partita, contro un'avversaria che aveva visibilmente accusato il colpo, e hanno conquistato una clamorosa qualificazione. Così la nuova dirigenza deve lavorare, con soli sei giorni di mercato e poco 'cash' a disposizione, sulle macerie di una Roma da lavori in corso, per ora senz'anima e bisognosa di rinforzi, con in più un allenatore autore di scelte cervellotiche e che sembra fin troppo rigido in certi suoi convincimenti.
Va bene che Bojan alla Roma lo ha voluto lui ma, visto quanto aveva fatto lo spagnolo nel secondo tempo, sarebbe stato molto più logico far uscire lui e non Totti. Ma evidentemente 'Luchò vuole portare a termine il processo di 'detottizzazionè della Roma, ma per questo rischia di sfasciare l'ambiente e, se continua così, anche il posto, a giudicare da certo cori della curva sud al termine della partita. Per ora il tecnico ha avuto il solo merito di aver lanciato qualche giovane interessante, come Viviani che ha personalità e senso tattico e quel Caprari che è stato, fino a quando ha retto, l'uomo più pericoloso della Roma, e ha sfiorato la rete del 2-0 in due circostanze all'inizio della ripresa (3' e 8'), con due bei tiri fuori di poco.
La Roma ha segnato dopo appena 11 minuti con Perrotta, in scivolata su corner di Totti, ma poi non ha saputo far sua la partita contro uno Slovan chiuso (nessun tiro in porta) e francamente modesto. I giallorossi hanno mostrato ancora una volta la loro scarsa concretezza, rendendosi pericolosi solo al 37' con una bella azione di Josè Angel conclusa con un tiro a lato. Lo stesso Josè Angel ha sprecato al 12' st dopo una bella azione. Ancora Caprari si è reso pericoloso, su assist di un Simplicio, che dovrebbe dimagrire almeno 5 o 6 chili, al 22' st, quindi c'è stata la sostituzione di Totti e poi uno dei momenti più neri della storia recente della Roma, con la rete dello Slovan (unica sua azione offensiva della ripresa), squadra tutt'altro che trascendentale. È bene ripeterlo per far capire quanto sia stato grande il fallimento di Luis Enrique. È lui il principale imputato in questa Roma che stenta e non sembra ancora pronta a poter fare a meno di Totti.
DIBENEDETTO: «VISTI MOLTI PROGRESSI» - «La squadra si è impegnata molto, abbiamo creato diverse occasioni da gol. Si sono visti dei progressi rispetto alle precedenti uscite che testimoniano il lavoro fatto. Ci vuole pazienza, ci dispiace per l'eliminazione ma dobbiamo lavorare tutti insieme perchè il progetto è appena iniziato». Queste le parole del nuovo proprietario della Roma, il finanziere statunitense Thomas DiBenedetto, al termine della sfida di Europa League contro lo Slovan Bratislava che ha visto l'eliminazione dei giallorossi dalla competizione continentale.
SABATINI: «COLPA MIA» - «La serata non è stata tutta da buttare». Walter Sabatini si presenta davanti ai microfoni e analizza con serenità la pessima serata della Roma. «La squadra ha giocato veramente bene e fino a pochi minuti dalla fine ha costruito tanto. Devo dire bravi ai ragazzi che hanno interpretato con ardore la partita. Fischi a Luis Enrique? Fischi immeritati. Il lavoro di Luis in campo si è visto stasera: abbiamo costruito tanto, fatto molto possesso palla. Totti ha fatto una buona partita fino a quando è stato in campo, poi è stato sostituito e la contestazione è stata figlia dell'umore più che della tattica». Sabatini si prende le colpe del ritardo della Roma: «L'allenatore sconta terribilmente ritardi sul mercato che ci sono stati e dei quali mi assumo le responsabilità . Va alleviata la sua responsabilità perchè è colpa nostra se ancora non abbiamo rinforzato questa squadra. Kjaer è arrivato a Roma ma dobbiamo sistemare il suo contratto. Prima voglio parlargli per capire come mai è un po' calato da quando è andato via da Palermo. De Rossi? Stiamo parlando con costrutto da ambo le parti. Daniele vuole restare alla Roma, gliene devo dare atto. Lui avrebbe potuto accettare offerte importanti e invece è voluto restare. Borriello è ancora un nostro calciatore ed è un calciatore che mi ha sbalordito per professionalità e impegno. Per sfruttarlo al massimo deve essere utilizzato in un modo diverso e così abbiamo deciso di metterlo sul mercato. Siamo noi che abbiamo incentivato e voluto una certa politica basata sui giovani e non vogliamo disconoscerla da subito. L'abbiamo chiesta all'inizio al tecnico e lui ora non deve essere vittima di una politica che abbiamo deciso noi. Luis Enrique non è in discussione perchè siamo orgogliosi del lavoro che sta portando avanti. Non chiedo serenità a nessuno ma dobbiamo essere sicuri delle nostre scelte. L'episodio che è accaduto è grave ma le vittorie si costruiscono anche sulle sconfitte e sulle amarezze. Noi siamo sicuri di rinascere e di regalare soddisfazioni ai nostri tifosi»
LUIS ENRIQUE: «TOTTI? FATTO IL MEGLIO PER LA SQUADRA» - «Francesco è un giocatore del gruppo e io sono felice di allenarlo. Ma rifarei la stessa scelta perchè era la migliore che potessi fare in quel momento per la squadra». Luis Enrique giustifica così la sostituzione di Totti, mal digerita dal capitano, nella gara di ritorno della Roma con lo Slovan, che ha visto l'eliminazione dei giallorossi dall'Europa League. Il tecnico della Roma, ai microfoni di Sky, respinge l'idea di un 'caso Totti' nella squadra: «Sono responsabile di questa situazione, ho cercato la soluzione migliore. Ribadisco che ho la responsabilità di un gruppo e non di un solo giocatore. I tifosi sono liberi di criticarmi, rispetto il loro pensiero ma io ho la responsabilità del risultato». Sull'1-1 che ha decretato l'eliminazione il tecnico spagnolo ha detto di essere «triste, ma la squadra ha avuto tante occasioni. Bisognava solo segnare di più. Ma questa è una squadra destinata a crescere».



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